← Tutti gli articoli

2026-07-27 Project Control & Costi

Cost variance negativa: cosa ti sta dicendo quel segno meno

Se sei arrivato qui da una domanda d’esame, la risposta è: il progetto è sovra budget rispetto ai costi pianificati.

Sono le opzioni “c” di quasi tutte le versioni che girano. Adesso però guardiamo perché è quella, perché le altre tre sono sbagliate — inclusa quella che sembra la più giusta di tutte — e soprattutto cosa te ne fai di una CV negativa quando la trovi in un report vero, che è poi il motivo per cui l’esame te la chiede.

Perché la risposta è quella

La formula è CV = EV − AC.

L’EV (Earned Value) è il valore del lavoro che hai effettivamente prodotto, misurato a prezzi di budget. L’AC (Actual Cost) è quanto hai speso per produrlo. La cost variance è la differenza tra le due.

Se il risultato è negativo, significa una cosa sola: l’AC ha superato l’EV. Hai speso più di quanto vale ciò che hai realizzato. Sei sopra i costi.

Nota cosa non compare in quella formula: il PV, cioè quanto avevi previsto di produrre a questa data. La CV non guarda al calendario. Confronta il prodotto con lo speso, e basta.

Le altre tre opzioni, smontate una a una

Le quattro opzioni della domanda d'esame sulla cost variance negativa: la risposta corretta è che il progetto è sovra budget

“Il progetto è in anticipo sulla schedulazione.” Parla di tempi. Quella è la Schedule Variance — SV = EV − PV — che è un’altra formula e un’altra domanda. È l’errore più frequente in assoluto: la mente associa “variance” a “sto messo male in generale” e non distingue più la coppia tempi dalla coppia costi.

“Il progetto sta spendendo meno del previsto.” È esattamente il contrario di quello che dice il segno. Spendere meno del valore prodotto darebbe una CV positiva. Questa opzione esiste per pescare chi ha invertito i termini della sottrazione: se calcoli AC − EV invece di EV − AC, il segno si ribalta e finisci qui.

“Il progetto è completamente fuori controllo.” Questa è l’esca, ed è la più insidiosa perché non è tecnicamente assurda — è solo troppo. La CV ti dice la direzione, non la gravità. Una CV di −8.000 € su una commessa da 12 milioni è rumore di fondo; la stessa cifra su un appalto da 200.000 € è un problema serio. Il numero da solo non basta a dire “fuori controllo”: serve rapportarlo alla dimensione, e per quello si usa l’indice.

Regola che vale ben oltre l’Earned Value: all’esame la risposta più drammatica è quasi sempre quella sbagliata. Le certificazioni PMI misurano giudizio professionale, e il giudizio professionale non è allarmismo.

Un esempio con i numeri

Prendiamo una commessa da 500.000 €, dieci mesi di durata. Siamo a fine del quarto mese.

Esempio numerico: PV 200.000, EV 180.000, AC 210.000 danno una cost variance di meno 30.000 euro, CPI 0,86 e un costo finale stimato di 583.000 euro

  • PV = 200.000 € — a questa data avresti dovuto aver prodotto due quinti dell’opera
  • EV = 180.000 € — ne hai prodotta un po’ meno
  • AC = 210.000 € — e per farla hai speso questa cifra

La cost variance è 180.000 − 210.000 = −30.000 €. Trentamila euro bruciati in più rispetto al valore portato a casa.

Il CPI ti dice quanto pesa: 180.000 / 210.000 = 0,86. Per ogni euro che esce dalla cassa, ne rientrano 86 centesimi di lavoro fatto.

E qui arriva il numero che va sul tavolo della riunione, non la CV: se questo ritmo non cambia, il costo finale sarà EAC = 500.000 / 0,86 ≈ 583.000 €. Ottantatremila euro sopra il budget, con sei mesi ancora davanti.

La CV negativa è il sintomo. L’EAC è la diagnosi, ed è quello che fa alzare la testa alle persone in sala.

Quello che una CV negativa non ti dice

Tre cose, e vale la pena tenerle a mente perché è lì che si fanno i danni.

Non ti dice se sei in ritardo. Puoi avere una CV pessima e finire in tempo: hai messo più squadre, più straordinari, più mezzi. Hai comprato il tempo coi soldi. È una scelta legittima, ma va vista per quello che è.

Non ti dice quanto è grave. Per quello serve il CPI, che rapporta lo scostamento alla dimensione. Ne ho scritto la regola completa — varianza è una sottrazione in euro, indice è una divisione — nell’articolo sulle domande d’esame Earned Value.

Non ti dice perché. E questa è la parte che nessun esame ti chiede e ogni cantiere sì.

Cosa fai il giorno dopo averla vista

Qui parlo da chi i report li legge per lavoro, non da chi prepara l’esame.

Prima cosa: verifica che l’EV sia vero. Una CV negativa nasce da due numeri, e quello che si sbaglia più spesso non è la spesa — è l’avanzamento. Se qualcuno ha dichiarato una lavorazione al 70% quando è al 50%, l’EV è gonfiato e la CV è più buona di quanto dovrebbe. Il che significa che la situazione reale è peggiore di quella che stai guardando. È il motivo per cui insisto tanto sul fatto che i dati devono essere reali, non numeri messi lì.

Seconda: guarda se è timing o sfondamento. Capita che l’AC includa forniture pagate in anticipo, o materiale a piè d’opera non ancora posato. Lì hai speso ma non hai ancora prodotto: la CV è negativa per costruzione, e si riassorbe. Diverso da un extra-costo vero.

Terza: prezzi o quantità? Se lo scostamento viene dai prezzi — un subappalto affidato sopra la previsione, un materiale rincarato — è un problema di budget e si gestisce a tavolino. Se viene dalle quantità — stai consumando più ore, più metri cubi, più tutto — è un problema di produttività, e si gestisce in cantiere. Sono due riunioni diverse, con due persone diverse.

Quarta: solo a quel punto calcoli l’EAC e vai a parlare con chi decide. Con un numero di previsione, non con una lamentela.

La differenza tra chi usa l’Earned Value e chi lo compila sta tutta qui: non nel saper rispondere alla domanda d’esame, ma nel sapere quale delle quattro verifiche fare per prima.

A te è mai capitato di scoprire che una CV negativa era colpa dell’avanzamento dichiarato e non della spesa? È la scoperta che fa più male, e quasi tutti l’abbiamo fatta almeno una volta.

Se vuoi il quadro completo delle formule, parti da Earned Value Management: come capire se il progetto è in pista.

Condividi l'articolo

LinkedIn