2026-07-06 Project Control & Costi
All’esame per una certificazione PMI — PMP, CAPM o PMI-CP — c’è un argomento che mette più ansia di tutti: l’Earned Value. Sigle, formule, indici che si somigliano. Sembra roba da mandare a memoria la sera prima e sperare che regga.
Non è così. Le formule vere sono poche, e dietro c’è una logica sola. Se capisci quella, rispondi anche alle domande che non hai mai visto — perché le ricostruisci invece di ricordarle a pappagallo.
Do per scontato che PV, EV e AC ti dicano già qualcosa. Se non è così, parti da qui: Earned Value Management: cos’è e come capire se il progetto è in pista. Poi torna.
Le formule che ti servono davvero
Sono sei, in tre coppie. E si leggono a specchio: una versione per i tempi, una per i costi.
Le varianze ti dicono di quanto sei fuori, in euro. La Schedule Variance (SV = EV − PV) guarda i tempi; la Cost Variance (CV = EV − AC) guarda i costi.
Gli indici ti dicono quanto sei efficiente, come numero puro. Lo Schedule Performance Index (SPI = EV / PV) per i tempi; il Cost Performance Index (CPI = EV / AC) per i costi.
Le previsioni ti dicono dove finirai se continui così. La più chiesta è l’Estimate at Completion: EAC = BAC / CPI, dove BAC è il budget totale approvato. Se il tuo CPI è 0,80, l’EAC ti sputa fuori un costo finale ben oltre il budget — ed è quello il numero da mettere sul tavolo con gli stakeholder.
La regola che ti evita metà degli errori
Guarda di nuovo quelle formule e nota due cose. Sono le due cose che, all’esame, ti fanno rispondere in cinque secondi invece di sudare.
Una varianza è una sottrazione. Risultato in euro. Se viene negativo, sei sotto: in ritardo o sopra i costi.
Un indice è una divisione. Risultato numero puro. Se viene sotto 1, sei sotto. Sopra 1, sei messo bene.
E poi il dettaglio che salva le risposte: EV sta sempre davanti. Sempre. È lui il primo termine, sia nelle sottrazioni sia nelle divisioni. Se te lo ricordi, non inverti mai i valori — ed è lì che cade la metà delle persone.
Ultimo aggancio: i tempi si confrontano con PV, i costi con AC. Schedule guarda a PV, Cost guarda ad AC. Una volta che leghi “S” a PV e “C” ad AC, non sbagli più coppia.
Le domande che tornano sempre
Le domande d’esame sull’EVM sono quasi tutte varianti di cinque. Cambiano i numeri, non il ragionamento.
“Una Cost Variance negativa cosa indica?” Che stai spendendo più del valore che hai prodotto. CV = EV − AC: se è negativa, l’AC (quanto hai speso) ha superato l’EV (quanto hai realizzato). Sei sopra i costi. Punto.
“CPI = 0,80. Come sta il progetto?” Per ogni euro speso stai producendo 80 centesimi di lavoro. Sovracosto. E se il trend regge, il costo finale sfonderà il budget — lo calcoli con l’EAC.
“SPI = 1,1 e CPI = 0,9 insieme: com’è messo?” Doppia lettura, ed è la trappola preferita. SPI sopra 1 → sei in anticipo sui tempi. CPI sotto 1 → ma lo stai pagando caro, sei sopra i costi. La risposta giusta tiene insieme le due cose, non ne sceglie una.
Domanda a risposta multipla — la classica: Nel metodo dell’Earned Value, una Cost Variance (CV) negativa indica che: la risposta giusta è il progetto è sovra budget rispetto ai costi pianificati. Le altre opzioni pescano chi confonde i tempi coi costi o chi inverte i termini della sottrazione — le ho smontate una a una, con un esempio numerico e le verifiche da fare quando la vedi in un report vero, in cost variance negativa: cosa ti sta dicendo quel segno meno.
“Come stimo il costo finale se il ritmo non cambia?” EAC = BAC / CPI. È la previsione che dice: continuando così, ecco quanto spenderai davvero.
Le tre trappole in cui si cade
Confondere tempi e costi. SV e SPI parlano di avanzamento, CV e CPI di soldi. E occhio: nell’EVM anche il ritardo si misura in euro di valore, non in giorni. La domanda “di quanti giorni sei in ritardo” con l’Earned Value non si risponde direttamente.
Invertire i termini. AC − EV invece di EV − AC ribalta il segno e ti fa scegliere la risposta opposta. EV davanti, sempre.
Leggere il segno al contrario. Negativo = male, sotto 1 = male. Sembra ovvio a mente fredda, ma sotto esame con l’orologio che corre è l’errore più comune.
Se stai preparando una certificazione PMI, l’Earned Value è uno di quei capitoli dove puoi fare la differenza: non chiede memoria, chiede testa. E una volta che la logica ti entra, resta — anche in cantiere, non solo all’esame.
Ne parlo spesso nel podcast Costruzioni Competenze, e come Construction Ambassador PMI accompagno chi punta alla certificazione PMI-CP. Se l’EVM ti spaventava, spero adesso un po’ meno.
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